L'ALTRA META' DEL TEATRO

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LA SALA D'ATTESA

2021-06-09 20:25

Stefania De Ruvo

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LA SALA D'ATTESA

Dramma in due atti o in atto unicosulla violenza contro le donnePer 4, 5 o 6 donne

“LA SALA D’ATTESA”

Dramma in due atti o in atto unico

sulla violenza contro le donne

Versione a 6 donne in due atti

Ridotto in atto unico per 4, 5, 6 donne

 Cod. Siae N. 92 69 93A

 

Questo spettacolo parla di violenza contro le donne. Femminicidi, stupri e violenze domestiche hanno una caratteristica comune che si fonda sul rapporto tra uomo e donna e che vanno oltre le inclinazioni violente del singolo. E’ e rimarrà una violenza di genere. La pièce è strutturata in dialoghi e monologhi, e anche se questi ultimi riguardano la storia di donne diverse, vanno a formare un’unica successione, perché tutte le storie di violenza hanno caratteristiche comuni.

La Sala d’attesa è una sorta di limbo dove un gruppo eterogeneo di donne si ritrova ad aspettare sempre qualcosa di diverso. Tutte queste donne sono state vittime della violenza degli uomini ma non ne hanno memoria. Nel processo di recupero dei loro ricordi acquisiranno la consapevolezza necessaria per lasciare la sala d’attesa.

Sei donne per sei storie: Ostaggio, Omertà, Botte, Come, Acido e Incesto. Nelle versioni con 5 o 4 personaggi, propondo una doppia versione a seconda delle storie considerate.

Premi letterari:

Testo vincitore del Primo posto nella sezione teatro inedito al Premio internazionale “Città di Castrovillari poesia, prosa, arti figurative e teatro 2017” organizzato dalle Associazioni Culturali Khoreia 2000 e Mystica Calabria di Castrovillari con la seguente motivazione: “Storia di donne con un passato ed un presente ingombrante e con un futuro da decidere. Il teatro di Stefania De Ruvo è fatto di dialoghi snelli e veloci privi di luoghi comuni”.

Vincitore del Primo posto al Premio letterario nazionale “Città di Mesagne” organizzato dalla Associazione culturale “Solidea (1utopia)” XV ed. sezione Inedito teatrale, con il seguente giudizio critico: “La sala d’attesa raccoglie sei storie di donne diverse, con un vissuto di violenza e nasce con l’intento di vincere il tempo mentre si aspetta, un tempo effimero che ci lascia sospesi in attesa di chissà quale evento e ci fa compagnia con le brevi e dure storie raccontate. Sei donne, sei storie di violenza, donne che troveranno proprio nella rivelazione di una di loro il filo della matassa della loro esistenza, raggiungendo il traguardo di superare i loro drammi interiori e finalmente lasciare la sala d’attesa. Testo ben strutturato, linguaggio tecnico semplice ma di effetto così come richiede la semantica del teatro.”

Vincitore del primo posto al Premio letterario “Il blu dei ricordi” Associazione Brutia Libera con la seguente motivazione “Tematica attuale dalla narrativa dialogata il cui confronto cresce tra le sei parti che occupano il limbo della morte interiore. Ogni donna racconta il suo vissuto dove la morte dell’io diventa essenza e centralità del viaggio della disperazione di un rapporto ammalato dove non ci sono cure se non l’abbattimento dell’uomo ovvero la sua uccisione. Lessico scorrevole con frasi di gran effetto iconico”

Vincitore del terzo posto al Premio nazionale di drammaturgia “Scena & Poesia” II edizione organizzato da Teatro delle Selve con Fondazione CRT e Centro Culturale “Don Bernini”.

Vincitore del terzo posto al Premio Letterario “Angelo Musco 2017” XVII ed. Accademia internazionale “Il convivio” Giardini Naxos con la seguente motivazione: "Nel testo di Stefania De Ruvo "la sala d'attesa" si ha una sorta di limbo in cui un gruppo eterogeneo di donne, i cui nomi sono sconosciuti come avviene in ogni sala d'attesa, parla dei propri problemi, soprattutto delle violenze subite. L'opera si presenta quale sintesi tropologica, racchiudendo certe storture della società odierna che toccano perfino la tragedia, le cui cause appaiono spesso incomprensibili agli uomini. La tematica attualissima ed espressa con dialoghi serrati, offre situazioni e stati stati d'animo negativi e conseguenze come l'aborto, il coma, la morte e l'essere sfigurate con l'acido. L'autrice utilizza un linguaggio lineare, ma calzante, riuscendo a coinvolgere Il lettore è l'ipotetico spettatore." Secondo posto al Premio Letterario Internazionale “Maria Cumani Quasimodo 2018” II° ed. org.  Aletti editore. Finalista (1 dei 6) del Premio Letterario “InediTo 2017” XVI ed. di Colline di Torino. Finalista al Premio “N. Martucci - Citta' di Valenzano 2017” xv ed. organizzato da Compagnia del Mulino. Finalista al Concorso per Scrittura Teatrale “Va in scena lo scrittore” fius Federazione Italiana Unione Scrittori 2017. Vincitore del Premio “Fersen” alla regia e alla drammaturgia, XIX edizione, ideato e diretto da Ombretta De Biase. Premiato al Concorso Autori Italiani 2018, promosso dalla Fondazione Teatro Italiano "Carlo Terron" con la rivista Sipario ed il Portale dello Spettacolo www.sipario.it.

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